L’importanza delle misure corporee
Per effettuare la valutazione dello stato di nutrizione si parte dall’antropometria, che misura le dimensioni, le proporzioni e la composizione del corpo umano.
Solitamente queste misurazioni vengono rilevate e valutate nel primo incontro con un professionista della nutrizione. Le principali misure dell’antropometria sono:
- Peso corporeo e altezza:
Da cui possiamo ricavare il BMI o Indice di Massa Corporea. Il calcolo si fa dividendo il valore del peso in kg con il valore dell’altezza in metri elevata alla seconda potenza; si ottiene così una cifra che coincide con una categoria (una persona normopeso rientra nei valori 18,5-24,9, una persona sottopeso 16,5-18,4 e una persona sovrappeso valori da 25 a 30).
Attenzione: il BMI non tiene conto della composizione corporea, perciò un bodybuilder potrebbe risultare con lo stesso valore di una persona fortemente sovrappeso. Il BMI è quindi un indice che va valutato da un professionista della nutrizione. - Circonferenze corporee:
A seconda della zona misurata, le circonferenze possono fornire diverse informazioni. Ad esempio:
– la circonferenza del polso, indica la crescita e la taglia corporea;
– la circonferenza della coscia indica la massa muscolare;
– le circonferenze di vita e fianchi indicano il possibile rischio di malattie metaboliche.
Attenzione: secondo le linee guida europee, per evitare il rischio di malattie metaboliche la circonferenza della vita non dovrebbe superare i 102 cm negli uomini e gli 88 cm nelle donne, e il rapporto tra circonferenza della vita e dei fianchi non dovrebbe superare il valore di 0,95 negli uomini e 0,80 nelle donne. - Plicometria:
Si tratta della misurazione dello spessore delle pliche cutanee in determinati punti del corpo. Permette di fare una valutazione del tessuto adiposo superficiale. Ha però alcuni limiti: non dà una stima del tessuto adiposo viscerale, è una misura che dipende molto dall’abilità dell’operatore e non è informativa quando il soggetto è molto sottopeso, sovrappeso o muscoloso. - Bioimpedenziometria:
Misura la resistenza del corpo umano al passaggio di una corrente alternata. I grassi esercitano un’elevata resistenza, mentre i tessuti privi di grassi esercitano poca resistenza. Grazie a questa misura si possono valutare il quantitativo di massa magra e di massa grassa, oltre che altri parametri come il liquido extra ed intra cellulare e lo scambio di sodio e potassio. È una misura che va ripetuta nel tempo e serve a monitorare i progressi nello stato di nutrizione dell’individuo.
Fabbisogno calorico quotidiano
Grazie ai dati rilevati nelle misure antropometriche, incrociati con i dati anamnestici e anagrafici della persona, il professionista della nutrizione può calcolare il fabbisogno calorico giornaliero.
Esso ha 3 componenti:
- per il 60-70% dal metabolismo basale (il dispendio energetico del corpo a riposo)
- dalla termogenesi indotta dalla dieta (ciò che il nostro corpo consuma per i processi di digestione e utilizzo degli alimenti)
- dall’incremento del dispendio energetico in base al livello di attività fisica.
Una volta rilevato il valore del fabbisogno calorico giornaliero, è possibile iniziare a strutturare uno schema dietetico basato sulle esigenze e sugli obiettivi che vengono concordati sulla base delle condizioni del singolo individuo.