Come puoi capire qual è il tuo reale fabbisogno giornaliero?

È necessario capire lo "stato di nutrizione", il risultato dell’equilibrio dinamico che c’è tra ciò che assumiamo, il suo assorbimento e il suo utilizzo. Questo è costituito da tre componenti: il bilancio energetico, la composizione corporea e la funzionalità corporea.
L’importanza delle misure corporee

Per effettuare la valutazione dello stato di nutrizione si parte dall’antropometria, che misura le dimensioni, le proporzioni e la composizione del corpo umano.

Solitamente queste misurazioni vengono rilevate e valutate nel primo incontro con un professionista della nutrizione. Le principali misure dell’antropometria sono:

  1. Peso corporeo e altezza:
    Da cui possiamo ricavare il BMI o Indice di Massa Corporea. Il calcolo si fa dividendo il valore del peso in kg con il valore dell’altezza in metri elevata alla seconda potenza; si ottiene così una cifra che coincide con una categoria (una persona normopeso rientra nei valori 18,5-24,9, una persona sottopeso 16,5-18,4 e una persona sovrappeso valori da 25 a 30).
    Attenzione: il BMI non tiene conto della composizione corporea, perciò un bodybuilder potrebbe risultare con lo stesso valore di una persona fortemente sovrappeso. Il BMI è quindi un indice che va valutato da un professionista della nutrizione.

  2. Circonferenze corporee:
    A seconda della zona misurata, le circonferenze possono fornire diverse informazioni. Ad esempio:
    – la circonferenza del polso, indica la crescita e la taglia corporea;
    – la circonferenza della coscia indica la massa muscolare;
    – le circonferenze di vita e fianchi indicano il possibile rischio di malattie metaboliche.
    Attenzione: secondo le linee guida europee, per evitare il rischio di malattie metaboliche la circonferenza della vita non dovrebbe superare i 102 cm negli uomini e gli 88 cm nelle donne, e il rapporto tra circonferenza della vita e dei fianchi non dovrebbe superare il valore di 0,95 negli uomini e 0,80 nelle donne.

  3. Plicometria:
    Si tratta della misurazione dello spessore delle pliche cutanee in determinati punti del corpo. Permette di fare una valutazione del tessuto adiposo superficiale. Ha però alcuni limiti: non dà una stima del tessuto adiposo viscerale, è una misura che dipende molto dall’abilità dell’operatore e non è informativa quando il soggetto è molto sottopeso, sovrappeso o muscoloso.

  4. Bioimpedenziometria:
    Misura la resistenza del corpo umano al passaggio di una corrente alternata. I grassi esercitano un’elevata resistenza, mentre i tessuti privi di grassi esercitano poca resistenza. Grazie a questa misura si possono valutare il quantitativo di massa magra e di massa grassa, oltre che altri parametri come il liquido extra ed intra cellulare e lo scambio di sodio e potassio. È una misura che va ripetuta nel tempo e serve a monitorare i progressi nello stato di nutrizione dell’individuo.

Fabbisogno calorico quotidiano

Grazie ai dati rilevati nelle misure antropometriche, incrociati con i dati anamnestici e anagrafici della persona, il professionista della nutrizione può calcolare il fabbisogno calorico giornaliero.

Esso ha 3 componenti:

  1. per il 60-70% dal metabolismo basale (il dispendio energetico del corpo a riposo)
  2. dalla termogenesi indotta dalla dieta (ciò che il nostro corpo consuma per i processi di digestione e utilizzo degli alimenti)
  3. dall’incremento del dispendio energetico in base al livello di attività fisica.

Una volta rilevato il valore del fabbisogno calorico giornaliero, è possibile iniziare a strutturare uno schema dietetico basato sulle esigenze e sugli obiettivi che vengono concordati sulla base delle condizioni del singolo individuo.