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Alimentazione sana

Gli ormoni che regolano il ciclo fame-sazietà

Ultima revisione: 23/02/2026

Quando avvertiamo lo stimolo della fame e mangiamo fino a sentirci sazi, attiviamo un meccanismo biologico estremamente complesso. Non si tratta solo di "pancia vuota" o "pancia piena", ma di un dialogo costante tra sistema nervoso, tessuto adiposo e intestino, mediato da specifici ormoni prodotti ciclicamente.

Fame vs Appetito: una distinzione necessaria

La fame è un segnale fisiologico di necessità energetica che porta a contrazioni gastriche e irrequietezza. L’appetito è invece il desiderio selettivo verso alcuni alimenti. Oggi la scienza distingue tra:

  • Fame omeostatica: il bisogno reale di calorie per far funzionare gli organi.

  • Fame edonica: la ricerca di cibo legata al piacere e al sistema della ricompensa (dopamina), che può spingerci a mangiare anche quando siamo biologicamente sazi.

La regolazione a breve termine: il controllo del pasto

Serve a limitare l'assunzione di cibo durante il singolo pasto. Oltre alla distensione delle pareti dello stomaco e alla masticazione, entrano in gioco messaggeri chimici cruciali:

  • CCK e peptide YY: rilasciati quando i grassi e le proteine arrivano nell'intestino.

  • GLP-1 (Glucagon-Like Peptide-1): uno dei protagonisti della ricerca moderna. Viene prodotto dall'intestino dopo il pasto; rallenta lo svuotamento dello stomaco e invia segnali diretti al cervello per spegnere il desiderio di cibo.

  • Insulina: secreta dal pancreas in risposta al glucosio, favorisce la sazietà nel post-prandiale.

  • Grelina: l'unico ormone noto per stimolare la fame. Viene prodotta dallo stomaco vuoto; i suoi livelli si impennano prima dei pasti e crollano immediatamente dopo aver mangiato.

La regolazione a lungo termine: le riserve energetiche

Questa via controlla il peso corporeo nel tempo, monitorando le scorte di grasso (tessuto adiposo), che oggi è considerato un vero e proprio organo endocrino.

  • Leptina: prodotta dalle cellule adipose. Quando le riserve sono adeguate, la leptina segnala al cervello di ridurre l'appetito e aumentare la spesa energetica.

  • Nutrienti circolanti: la concentrazione costante di glucosio, amminoacidi e acidi grassi nel sangue funge da termometro per le riserve energetiche.

Squilibri ormonali e resistenza

Il sistema può incepparsi, portando a condizioni come l'obesità o il diabete di tipo 2.

  1. Resistenza alla leptina: contrariamente a quanto si credeva in passato, i soggetti obesi producono molta leptina poiché hanno più tessuto adiposo. Tuttavia, il cervello smette di "sentire" il segnale (resistenza), continuando a percepire una falsa sensazione di carestia.

  2. Il ruolo del sonno: la ricerca recente ha confermato che la privazione di sonno altera i ritmi circadiani di questi ormoni, causando un aumento della grelina e una diminuzione della leptina, spingendo verso il consumo di cibi ipercalorici.

  3. Il microbiota: i batteri intestinali possono influenzare il rilascio di GLP-1 e PYY attraverso la fermentazione delle fibre, dimostrando che la salute dell'intestino è direttamente collegata al controllo del peso.

In conclusione, la regolazione del peso non dipende solo dal conteggio calorico, ma dall'efficienza di questa complessa "orchestra" ormonale. Per questo motivo, ogni approccio dietetico dovrebbe essere valutato insieme a uno specialista in grado di analizzare il profilo metabolico individuale.

Articolo redatto da DocFoody
A cura di: dott.ssa Gaia Pandolfini
Ultima revisione: 23/02/2026