La Fondazione Italiana Fegato ONLUS (FIF) rappresenta un centro di eccellenza nel campo della ricerca epatologica traslazionale, con un forte impegno nell'innovazione biomedica, nelle applicazioni cliniche avanzate e nella formazione accademica di alto livello.
Fondata a Trieste nel 2008, la FIF si distingue per la sua capacità di integrare competenze scientifiche e tecnologiche per lo studio e il trattamento delle patologie epatiche.
Grazie a una solida rete di collaborazioni internazionali, la Fondazione Italiana Fegato promuove progetti di ricerca d'avanguardia e attività di formazione specialistica, contribuendo significativamente alla comunità scientifica e alla salute pubblica.
Mission e ambiti di attività
Aree di ricerca e sviluppo
FIF conduce studi avanzati a livello molecolare e cellulare sulle patologie epatiche, con l'obiettivo di sviluppare strategie innovative per la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato, facilitando il trasferimento dei risultati della ricerca alla pratica clinica.
Le principali linee di ricerca attive comprendono:
Produzione scientifica
FIF partecipa attivamente a conferenze scientifiche di rilievo nazionale e internazionale. Nel 2024 ha pubblicato 16 full papers e 15 review/editoriali. L'Impact Factor totale (JCR Web of Science) per il 2024 è stato di 124,2, con un IF medio di 4,6 (27 papers), mentre il CiteScore totale (Scopus) ha raggiunto il valore di 249, con un punteggio medio di 8,3 (30 papers).
Rete di cooperazione internazionale
FIF collabora con istituzioni scientifiche di oltre 20 paesi, favorendo lo scambio di ricercatori, scienziati e dottorandi. La Fondazione è un ente accreditato dal Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) per la stipula di convenzioni di accoglienza per ricercatori provenienti da paesi terzi.
La cooperazione internazionale rappresenta un pilastro strategico per la mobilità accademica e lo sviluppo di progetti congiunti. FIF ha accolto più di 100 studiosi e consolidato una rete di collaborazioni con prestigiosi centri di ricerca. Queste partnership permettono a FIF di condividere best practices e sviluppare progetti di ricerca innovativi. La Fondazione organizza periodicamente eventi scientifici per favorire la diffusione delle conoscenze nel campo dell'epatologia.
Divulgazione scientifica
La comunicazione e la divulgazione scientifica rappresentano una priorità per FIF, al fine di mantenere un dialogo costante con la società e i cittadini. Numerose sono le iniziative rivolte alla popolazione, anche attraverso i media e i canali social ufficiali della Fondazione.
Inoltre, per un pubblico di specialisti, FIF organizza ogni anno gli "Yellow Webinars", incontri online con esperti di fama mondiale nel campo epatologico, e ha recentemente concluso il DOTYR 2025, un ciclo di sessioni dedicate agli studi sulla bilirubina con la partecipazione di esperti internazionali.
Ti è mai capitato di finire un piattone di pasta e, dopo appena un'ora, sentire lo stomaco che brontola? La chiave per evitare i continui attacchi di fame e i cali di energia durante la giornata non sta nel mangiare di più, ma nel mangiare meglio. E in questo, le proteine sono le nostre migliori alleate.
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Quando le temperature salgono, la sudorazione ci protegge dal caldo ma ci fa perdere liquidi e minerali preziosi, causando la classica spossatezza da afa. Portare a tavola i giusti alleati vegetali è il modo più efficace per ritrovare subito energia.
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Portare in tavola sempre la solita pasta o il riso bianco significa perdersi un mondo di benefici. Scopriamo perché la biodiversità nel piatto è il segreto per una vita più sana e come metterla in pratica con semplicità.
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Per anni è stata il "nemico pubblico numero uno" delle diete: la pasta consumata dopo le 18:00. Il mito narra che, una volta calato il sole, il metabolismo entri in una sorta di letargo, trasformando istantaneamente ogni forchettata di spaghetti in adipe localizzato.
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Con l’arrivo della primavera, il termine "detox" rimbalza ovunque. Ma siamo onesti, il nostro corpo ha già il suo sistema per la disintossicazione: il fegato. Ciò di cui ha bisogno, semmai, sono i giusti alimenti per farlo funzionare al meglio.
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Il caffè è molto più di una semplice bevanda: per molti di noi è un rito, il carburante necessario per affrontare una giornata densa di impegni. Tuttavia, esiste un confine sottile tra l’effetto energetico della caffeina e il suo potenziale impatto negativo sul sistema nervoso.
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Tra chi bandisce i carboidrati dopo il tramonto e chi promuove bibitoni "miracolosi", il mondo della nutrizione è pieno di "pesci d'aprile" che durano tutto l'anno.
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La stanchezza di fine inverno è un fenomeno multifattoriale che coinvolge gli equilibri ormonali del nostro organismo. La soluzione non è una "scossa" temporanea, ma la strategia dell’energia lenta.
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Esiste una comunicazione diretta e costante tra il nostro cervello e l'apparato digerente: è il cosiddetto Asse Intestino-Cervello (Gut-Brain Axis). Questa connessione spiega perché, nei periodi di forte tensione, la nostra forza di volontà sembra vacillare davanti a un pacchetto di biscotti. Ma la scienza ci dice che assecondare quella voglia di zuccheri è come cercare di spegnere un incendio con la benzina.
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Perché medici e nutrizionisti insistono tanto sul "mangiare colorato"? Non è solo suggestione visiva. In natura, il colore è un segnale preciso: è il modo in cui le piante ci dicono quali "superpoteri" nascondono al loro interno.
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