2 menu: risparmia 25€ / 3 menu: risparmia 55€ / 4 menu: risparmia 80€
Il logo del circuito di carte di credito Visa. Il logo del circuito di carte di credito MasterCard. Il logo del circuito di carte di debito Maestro. Il logo di PostePay. Il logo di PayPal. Il logo di Google Pay. Il logo di Apple Pay. Il logo di Pellegrini, azienda che emette buoni pasto e altri strumenti di welfare aziendale. Il logo di Satispay, app di pagamento e piattaforma welfare. Il logo di LunchGM, azienda che emette buoni pasto. Il logo di Pluxee, azienda che emette buoni pasto, buoni acquisto e piani di welfare.

Alimentazione sana

Probiotici, prebiotici, simbiotici: cosa sono?

Ultima revisione: 08/07/2026

Puó capitare di vedere sugli scaffali della farmacia i termini probiotico, prebiotico e simbiotico. Le loro definizioni vengono spesso confuse, vediamo di fare chiarezza.

Probiotici

I probiotici sono microrganismi vivi sufficientemente numerosi da apportare un beneficio alla salute. I principali organismi utilizzati sono i batteri appartenenti ai generi Lactobacillus e Bifidobacterium.

Per poter essere considerato un probiotico, un microrganismo deve essere:

  • presente naturalmente nel nostro intestino.
  • Sopravvivere ai processi digestivi.
  • Non dare reazioni immunitarie avverse.
  • Apportare beneficio per la nostra salute.

I principali benefici che apportano riguardano il ripristino dell’equilibrio intestinale quando questo è stato compromesso (ad esempio dalle cure antibiotiche o da variazioni nel regime alimentare, oppure dallo stress) e, di conseguenza, impedire la proliferazione di organismi patogeni nell’intestino.

È bene assumere i probiotici sempre sotto consiglio specialistico, poiché, a seconda del nostro stato di salute, organismi diversi possono dare benefici oppure effetti avversi. La cura a base di probiotici dura alcune settimane ed avviene in aggiunta alla normale assunzione di alimenti. I batteri che troviamo nello yogurt non sono probiotici, in quanto sono vivi ma non possono riprodursi nell’intestino.

 

Prebiotici

I prebiotici sono sostanze che l’intestino umano non è in grado di digerire, ma che promuovono la crescita di una o più specie benefiche del nostro microbiota intestinale.

I prebiotici più comunemente utilizzati fanno parte della categoria delle fibre idrosolubili, come l’inulina e i fruttoligosaccaridi (FOS). Sono presenti all’interno di alcuni integratori alimentari, ma, seguendo una dieta equilibrata, assumiamo già un buon quantitativo di prebiotici. Infatti essi si trovano all’interno di vegetali come banane, aglio, cicoria, carciofo, cipolla, fagioli, porri, grano, avena, soia.

In alcuni casi è sconsigliato assumere prebiotici, ad esempio nella sindrome dell’intestino irritabile, in caso di utilizzo di terapie radianti e nell’intolleranza al lattosio.

 

Simbiotici

I simbiotici sono una miscela di probiotici e prebiotici. La ricerca scientifica recente li divide in complementari (dove i due elementi agiscono in modo indipendente) e sinergici (dove il prebiotico è il "carburante" specifico studiato appositamente per far proliferare il probiotico associato). Apportano molteplici effetti positivi sull’organismo, come un migliore assorbimento di alcuni micronutrienti, il miglioramento dell’intolleranza al lattosio, miglioramento della funzionalità intestinale e resistenza alle infezioni, come quelle diarroiche.

Anche in questo caso, gli effetti positivi dipendono dal tipo di batteri probiotici contenuti all’interno del simbiotico ed è quindi consigliabile consultare una figura specializzata.

 

I Postbiotici: l'ultima frontiera

Negli ultimi anni la ricerca ha validato una nuova categoria: i postbiotici. A differenza dei probiotici, non contengono batteri vivi, bensì microrganismi inattivati (quindi non vivi) o frammenti di essi, insieme ai prodotti del loro metabolismo. Hanno il grande vantaggio di essere estremamente stabili e sicuri, offrendo benefici mirati al sistema immunitario e alla barriera intestinale anche a chi ha un sistema digerente particolarmente sensibile.

 

Grazie a queste tipologie di integratori, possiamo quindi andare ad equilibrare quello che è il piccolo “ecosistema” che vive all’interno del nostro intestino.

 

Articolo redatto da DocFoody
A cura di: dott.ssa Gaia Pandolfini
Ultima revisione: 08/07/2026