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Alimentazione sana

Integratori: cosa sono?

Secondo le statistiche il consumo di integratori è in aumento, nel 2020 è aumentato del 28% (dati della società di ricerche di mercato Ipsos).

L’uso degli integratori è più diffuso tra le persone che seguono uno stile di vita sano, spinti dal desiderio di aumentare il benessere, migliorare le prestazioni fisiche ed intellettive e invecchiare in modo sano.

Quando si parla di integratori, si fa riferimento ad un settore molto vasto. Per definire quali siano gli integratori possiamo fare una prima distinzione tra integratori acquistabili in formulazioni (come compresse, flaconi, bustine) contenenti uno o più componenti, alimenti che sono stati modificati per contenere delle sostanze che in origine non avevano e alimenti dietetici, destinati ad un’alimentazione particolare.

Coloro che assumono gli integratori possono essere soggetti sani, oppure soggetti che hanno specifiche esigenze nutrizionali o soggetti malati. I prodotti destinati ad integrare la dieta sono classificati dal Ministero della Salute nelle seguenti categorie:

  • Integratori energetici, che contengono al massimo 600 kcal.
  • Vitamine e sali minerali.
  • Integratori di proteine e aminoacidi.
  • Derivati di aminoacidi, ad esempio la carnitina o la creatina.
  • Acidi grassi polinsaturi, come i famosi omega 3 e omega 6.
  • Fibre.

Riuscire a provare scientificamente l’efficacia di un integratore è un’operazione molto difficoltosa. Infatti l’utilità dell’integratore dipende dall’alimentazione del soggetto esaminato e dai livelli dei nutrienti che assume abitualmente e dal suo stato di salute.

La persona che segue una dieta bilanciata e non ha particolari disturbi, potrebbe non avere alcun beneficio da una supplementazione tramite integratore, poiché assume già tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Si tratta di un dato interessante visto che le statistiche riportano che la gran parte dei consumatori di integratori sono persone che già seguono un regime alimentare corretto.
La durata degli studi scientifici è poi spesso troppo breve per riuscire ad osservare i risultati, soprattutto quelli a lungo termine, come l’azione preventiva degli integratori nei confronti di alcune patologie.

L’unico tipo di integrazione per cui si hanno dati scientifici certi è quella di acido folico per le donne in gravidanza, che previene l’insorgenza di malformazioni del feto.
Invece sono molteplici le evidenze scientifiche riguardanti le conseguenze dell’apporto insufficiente di alcune molecole. Tra queste annoveriamo le vitamine, che compongono in minima parte i nostri pasti, ma sono importantissime per il funzionamento del nostro organismo. Non solo la carenza, ma anche l’eccesso di un micronutriente può dare effetti negativi. Per questo motivo l’assunzione di integratori va fatta solo quando ce n’è bisogno.

Una persona che segue uno stile di vita sano, senza eccessi, e che assume una dieta varia, solitamente non ha bisogno di integrazioni, ma, eventualmente, può valutarne l’utilità assieme ad uno specialista della nutrizione.

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