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Alimentazione sana

Si può mangiare la frutta dopo i pasti?

Ultima revisione: 18/03/2026

“Non bisogna mangiare la frutta dopo i pasti perché fermenta nell’intestino” Abbiamo tutti sentito almeno una volta questa frase, ma la realtà è più complessa di così.

L’importanza del consumo della frutta è uno dei punti chiave delle Linee guida nazionali per una sana alimentazione.

La frutta è presente in quasi tutti i regimi alimentari, si tratta di un alimento contenente pochi grassi e poche calorie, ma ricco di nutrienti. I componenti presenti in maggiore quantità nella frutta sono acqua, zuccheri semplici (principalmente fruttosio) e fibre.

Alcune persone evitano di mangiarla vicino ai pasti perché dicono fermenti nello stomaco. 

Lo stomaco ha un pH estremamente acido (circa 1.5-3.5) che impedisce la putrefazione o la fermentazione batterica significativa in tempi brevi. Il "gonfiore" che alcuni avvertono è spesso dovuto al rallentamento dello svuotamento gastrico causato dalle fibre, non a un processo di decomposizione.

La fermentazione può avvenire invece nell'intestino, in cui i FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili) contenuti in vari tipi di frutta che solitamente sono il nutrimento del nostro microbiota, in alcuni soggetti sensibili possono fermentare provocando la distensione delle anse e comparsa di dolore.

Si tratta di carboidrati a catena corta scarsamente assorbiti dall’intestino e quindi fermentati dalla flora batterica, che provocano il richiamo di acqua nel lume intestinale o produzione di gas, fattori che scatenano i sintomi descritti.

Per aiutare le persone che soffrono di questi disturbi, abbiamo sviluppato la dieta Low FODMAP, che accompagna e semplifica le prime 2 fasi del protocollo FODMAP.

 

Mangiare frutta vicino ai pasti può portare dei benefici

Alcuni nutrienti presenti nella frutta, se assunti vicino al pasto, possono migliorare la nostra salute.

Come già spiegato, la frutta è una buona fonte di fibra alimentare. Questa, se assunta durante il pasto, rallenta lo svuotamento gastrico, favorendo il senso di sazietà. 
Per chi soffre di insulino restistenza, la frutta è consigliata soprattutto dopo i pasti che contengono grassi o proteine, che rallentano l'assorbimento dei carboidrati semplici.

Alcuni tipi di frutta sono particolarmente ricchi di vitamina C (come agrumi e kiwi), che aiuta l’assorbimento di ferro, in particolare quello di origine vegetale, meno assorbibile per il nostro organismo. É consigliato quindi assumere alimenti ricchi di vitamina C, in particolare per coloro che seguono una dieta vegetariana o vegana.

La frutta poi è particolarmente ricca di polifenoli, che possono modulare la risposta infiammatoria del pasto stesso (specialmente se ricco di grassi saturi). La frutta non è solo "vitamine", è un segnale chimico per il microbiota.

Un altro vantaggio da non sottovalutare è che mangiare frutta dopo il pasto ci dà la sensazione di “fine”, dopo la frutta solitamente si smette di mangiare, interrompendo l’eventuale assunzione di calorie in eccesso.

Anche se l’alimento miracoloso non esiste, mangiare frutta variando tra le tipologie e i colori, all’interno di una dieta bilanciata, è un valido aiuto per la nostra salute, sia se la assumiamo lontano, sia vicino ai pasti.

L'indicazione generale è quindi quella di seguire il proprio desiderio e la propria attitudine riguardo le tempistiche in cui mangiare la frutta, senza lasciarsi condizionare da preconcetti.

 

Articolo redatto da DocFoody
A cura di: dott.ssa Gaia Pandolfini
Ultima revisione: 18/03/2026