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Alimentazione sana

Dieta chetogenica: pro, contro e quando evitarla

Ultima revisione: 14/01/2026

Negli ultimi anni, la dieta chetogenica (o Keto) è passata dall'essere un protocollo clinico specifico a un vero e proprio fenomeno di massa. Ma tra i post sui social e le opinioni contrastanti, spesso si perde di vista la realtà scientifica.

Cos’è la dieta chetogenica?

A differenza delle comuni diete ipocaloriche, la chetogenica non si basa solo sul "mangiare meno", ma sul cambiare il modo in cui il corpo produce energia.

Riducendo drasticamente i carboidrati (solitamente sotto i 30-50g al giorno) e aumentando i grassi, il fegato inizia a produrre corpi chetonici a partire dai grassi di deposito e alimentari. Questo stato è chiamato chetosi fisiologica: il tuo organismo smette di funzionare a zuccheri e inizia a funzionare a grassi.

 

I "Pro": perché funziona?

La ricerca scientifica ha evidenziato diversi vantaggi legati a questo regime alimentare, se seguito correttamente:

  • Perdita di peso efficace: la chetogenica è particolarmente potente nel ridurre il grasso viscerale (quello più pericoloso per la salute).

  • Sazietà prolungata: i corpi chetonici e l'apporto di grassi stabilizzano i livelli della glicemia, eliminando i classici attacchi di fame nervosa.

  • Controllo glicemico: è uno strumento validato per migliorare la sensibilità all'insulina in soggetti con pre-diabete o diabete di tipo 2.

  • Performance mentale: molti pazienti riferiscono una maggiore lucidità mentale grazie all'energia costante fornita dai chetoni al cervello.

 

I "Contro": gli effetti collaterali e le sfide

Non è tutto oro quel che luccica. La dieta chetogenica richiede un periodo di adattamento e una pianificazione meticolosa.

  • Sostenibilità e durata: molti degli studi più autorevoli monitorano gli effetti di questa dieta per periodi che vanno dai 3 ai 12 mesi. Oltre questo termine, mantenere una restrizione così severa dei carboidrati può diventare stressante per l'organismo e difficile da bilanciare correttamente. Non è una dieta da "mantenimento", ma uno strumento da utilizzare a cicli sotto controllo esperto.

  • Keto flu: nelle prime 1-2 settimane, è comune avvertire stanchezza, nausea e mal di testa. È il corpo che si sta adattando.

  • Carenza di micronutrienti: se non si consumano abbastanza verdure, si rischia una carenza di fibre, potassio e magnesio.

  • Sostenibilità sociale: gestire una pizza con gli amici o un pranzo in famiglia può diventare complesso, richiedendo una forte motivazione.

 

Quando evitarla: le controindicazioni

Questo è il punto più importante. La dieta chetogenica è un intervento metabolico profondo e non è adatta a tutti.

Dovresti evitare la Keto (o consultare un medico specialista prima di solo pensarci) se rientri in queste categorie:

  1. Patologie specifiche: insufficienza renale grave o malattie del fegato (cirrosi, insufficienza epatica).

  2. Diabete di tipo 1: c’è il rischio di chetoacidosi diabetica, una complicanza medica grave.

  3. Gravidanza e allattamento: il fabbisogno di nutrienti è diverso e la chetosi non è raccomandata.

  4. Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA): la natura restrittiva della dieta può innescare o peggiorare le dinamiche dei disturbi alimentari.

  5. Problematiche alla colecisti: poiché la dieta è ricca di grassi, chi ha calcoli o ha subito l'asportazione della cistifellea potrebbe avere gravi difficoltà digestive.

 

Consigli pratici

Se vuoi approcciarti a questo mondo, non farlo "fai da te".

  • Scegli grassi di qualità: olio EVO, avocado, salmone e frutta secca invece di eccessivi salumi o formaggi grassi.

  • Idratazione: bevi almeno 2 litri d'acqua al giorno; la chetosi ha un effetto diuretico che può causare disidratazione.

  • Monitoraggio: esegui le analisi consigliate per assicurarti che il tuo corpo stia reagendo bene.

 

Articolo redatto da DocFoody
A cura di: dott.ssa Gaia Pandolfini
Ultima revisione: 14/01/2026